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Nota della redazione alla "Relazione annuale sullo stato dei servizi e sull'attività svolta" sui punti salienti in materia di servizio idrico.
di Redazione 4 ottobre 2017
Materia: acqua / disciplina

In data odierna il Presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas e il settore idrico, Guido Bortoni, ha presentato la Relazione annuale sullo stato dei servizi e sull’attività svolta.

Con riferimento al settore idrico, la presentazione sintetizza i punti salienti, ricordando che i poteri regolatori sono stati affidati alla Autorità all’inizio della consiliatura.

L’Autorità ha, dunque, in questi ultimi anni, per la prima volta affrontato in modo organico le diverse aree di intervento: la regolazione tariffaria, la regolazione degli assetti del servizio e la regolazione della qualità del servizio.

Il segno che ha contraddistinto l’operato della Autorità durante questa consiliatura è riscontrabile in un approccio regolatorio basato su un’impostazione integrata della regolazione del settore, finalizzata a incentivare l’esplicita relazione tra obiettivi, interventi necessari e riflessi in termini di attese di miglioramento dell’efficienza degli operatori, di incremento dei livelli di qualità del servizio e di entità delle tariffe.

Il Presidente Bortoni ha, poi, rimarcato la legittimità e solidità dell’impianto regolatorio che ha trovato conferme dai giudici amministrativi e che ha portato ad un incentivo della crescita degli investimenti, che hanno registrato negli ultimi anni una progressione geometrica.

La solidità del sistema poggia sui due principi cardine, di matrice comunitaria: il principio della totale copertura dei costi ed il principio “chi inquina paga” che dovrà portare ad una articolazione tariffaria che segnali all’utente gli effetti derivanti dalle sue decisioni di consumo.

Importanti passi avanti sono stati fatti con riferimento, poi, alla qualità contrattuale della utenza, attraverso la introduzione di indicatori e standard di tipo nazionale.

Di particolare importanza è, infine, l’obiettivo di razionalizzare gli assetti locali del settore.

Negli ultimi anni grazie agli sforzi di Regioni ed Enti di governo dell’ambito si è passati da 70 Ambiti territoriali ottimali (ATO) a 64, di cui 12 hanno confini coincidenti con la relativa regione; sussiste però ancora una grande frammentazione delle gestioni  (calate da 2.600 circa nel 2014 a 2.100 circa nel 2017) soprattutto con riferimento alle piccole gestioni comunali in economia, collocate prevalentemente nell’Italia meridionale ed insulare.

 

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